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Champions: agli ottavi Roma col Porto.

Questi gli accoppiamenti degli ottavi di finale della Champions League 2018-’19, stabiliti dal sorteggio di oggi a Nyon:

  • Schalke 04 (Ger) – Manchester City (Ing)
  • Atletico Madrid (Spa) – Juventus (Ita)
  • Manchester United (Ing) – Paris SG (Fra)
  • Tottenham (Ing) – Borussia Dortmund (Ger)
  • Lione (Fra) – Barcellona (Spa)
  • Roma (Ita) – Porto (Por)
  • Ajax (Ola) – Real Madrid (Spa)
  • Liverpool (Ing) – Bayern Monaco (Ger).

Serie A: Roma Genoa 3-2, doppia rimonta giallorossa

E’ una brutta Roma, ma vince. Grazie al 3-2 sul Genoa, Eusebio Di Francesco rimane almeno per ora sulla panchina giallorossa, e sfiderà sabato la Juve tritatutto. Nei prossimi giorni a Boston il ds Monchi parlerà soprattutto di mercato, e non di possibili nuovi tecnici, col presidente Pallotta, l’uomo più contestato dal tifo giallorosso, con ripetuti cori d’insulti dalla curva sud dopo gli striscioni apparsi in mattinata in varie zone della capitale. La Var tanto invocata in altre occasioni dalla dirigenza romanista questa volta sarebbe dovuta entrare in azione per il Genoa. Cesare Prandelli e i suoi possono legittimamente recriminare sulla mancata concessione di rigore nel recupero, quando Pandev è stato spinto in area da Florenzi: inspiegabile il mancato intervento degli assistenti al video visto che l’arbitro Di Bello non aveva fischiato. A doversi lamentare è quindi l’altro presidente più contestato della serie A, Enrico Preziosi, se vorrà farlo, in attesa di scatenarsi da par suo sul mercato di gennaio.

Il Genoa recrimina anche su una grossa occasione sprecata all’89’ da Pandev, che ha calciato alto da posizione molto favorevole. Come avevano fatto in precedenza Under, che a pochi secondi dell’inizio della ripresa aveva replicato il gol ‘mangiato’ a porta vuota contro il Real Madrid, e Cristante che aveva colpito il palo dopo una goffa respinta di Radu su tiro di Kolarov. E a proposito di goffaggine: il terzo gol il Genoa lo aveva segnato, all’8′ st con Lazovic dopo una ‘panciata’ di Olsen oggi piuttosto in ombra (colpa sua la prima rete della squadra di Prandelli) ma l’arbitro aveva annullato per un fuorigioco di Piatek dopo quasi tre minuti di consulto Var.

Insomma una Roma ancora in confusione, il cui uomo simbolo è il fischiatissimo (dal suo pubblico) Schick di oggi, ma che ha colto i tre punti, dopo un primo tempo da dimenticare, perché nella ripresa il Genoa è riuscito nell’impresa di giocare peggio. Nel corso del match Di Francesco, partito con il 3-4-3 ha cambiato tre volte modulo e alla fine ha tirato fuori dal cilindro una faticata vittoria. Questa Roma con Zaniolo ‘falso nueve’ faceva capire di non essere in giornata da subito, tra i fischi del pubblico e gli insulti a Pallotta, e al 17′ passava in svantaggio tradita da uno dei pochi acquisti estivi che finora in questa stagione non avevano sfigurato. Incredibile l’errore del portiere Olsen che si faceva sfuggire di mano, e passare sotto le gambe, il pallone calciato da Hijljemark: per Piatek, fiondatosi sulla sfera, era facile segnare. La Roma continuava ad essere inguardabile e solo Fazio, un difensore, cercava la via della rete, con un colpo di testa e una conclusione sull’esterno della rete. Proprio l’argentino realizzava il gol dell’1-1 al 31′ con un tiro dopo un tocco di Zaniolo. Ma l’equilibrio durava solo due minuti perché il Genoa in quella fase era superiore: corner dalla destra, spizzata di Sandro e gol di Hijljemark, che evidentemente oggi aveva un conto da regolare col suo connazionale. A quel punto ancora fischi e insulti a Pallotta, fino al pari del 45’di Kluivert, che finalizzava al meglio una bella azione di contropiede. Nella ripresa il gol del successo, con un tiro da fuori, di destro, di Cristante dopo un bel ‘dai e vai’ con Kluivert, oggi uno dei migliori dei suoi. Così alla fine il Genoa recrimina, la Roma sale a 24 punti e cova ancora propositi di Champions, in attesa del sorteggio di domani, in cui troverà comunque un avversario forte: in Europa servirà recuperare gente come De Rossi, El Shaarawy e Dzeko e giocare molto meglio di oggi.